Siamo stati a Prato, abbiamo incontrato Tessa Moroder, economista e consulente aziendale che insieme alla sorella Arianna, textile designer, sta sviluppando il progetto Lottozero, spazio polifunzionale dedicato alla ricerca, alla sperimentazione, alla prototipazione e allo scambio d’informazioni nel settore tessile.

Tessa, parlaci di Lottozero, concretamente cos’è?

Lottozero è tante cose: un laboratorio, un ufficio stile, uno studio condiviso, e una kunsthalle, ovvero uno spazio espositivo. La più importante è di certo il laboratorio tessile con i suoi macchinari per la progettazione. Verrà usato sia da chi entrerà a far parte dei progetti di Lottozero, su richiesta o su invito, sia come spazio aperto, un fablab del settore tessile. Abbiamo già una lista di persone interessate alle postazioni, e per ora il processo di scelta viene fatto in maniera informale. L’idea è dare uno spazio a chi, dopo aver finito la scuola, ha bisogno di un posto in cui lavorare, ed ha anche voglia di condividere le sue idee.

Lottozero, come detto, è anche un ufficio stile: se un’azienda ha bisogno di sperimentare o di stampare qualcosa di innovativo potrà venire da noi. Qui troverà a disposizione non solo i macchinari, ma anche una visione diversa, ragazzi giovani, creativi con cui collaborare e sperimentare. A noi si possono rivolgere, ad esempio, le aziende italiane che non hanno un ufficio stile interno, oppure le aziende straniere che cercano contatti per la produzione in Italia.

Inoltre è uno studio condiviso, uno spazio aperto di coworking, un luogo d’incontro in cui possano coesistere artigiani, creativi e designer del tessile.

Infine Lottozero è una Kunsthalle: uno spazio espositivo per collezioni, una galleria/showroom per chi risiede a Lottozero e per chi ha attivato delle collaborazioni dirette con noi.

L’obiettivo principale di Lottozero è avviare collaborazioni tra i giovani creativi europei e le imprese nel settore del tessile, dell’arredamento, della moda, della gioielleria e del cuoio, per creare prodotti, progetti ed iniziative innovative. Vogliamo sostenere i nuovi creativi e per questo ci sarà anche una residenza per giovani talenti. Vogliamo che Lottozero sia uno spazio per loro, in cui garantire lo sviluppo dei propri prodotti, aiutarli a capire come posizionarsi nel mercato, condividendo risorse e informazioni.

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Com’è nata l’idea di Lottozero?

Io e Arianna abbiamo ereditato questo spazio nel 2012, l’anno dopo lo abbiamo visto per la prima volta. Da subito abbiamo pensato che fosse stupendo, oltre agli appartamenti, c’era una parte enorme che apparteneva a nostro nonno, un grossista alimentare. Inizialmente, ci siamo chieste cosa farne, ci hanno consigliato di tutto: un parcheggio, metterlo in affitto per la manifattura. Poi ad Arianna è venuta l’idea: “Io sono una designer tessile, tu una consulente aziendale e amministratrice delegata, potremmo combinare le due cose!” E da lì abbiamo iniziato a sviluppare il progetto. Abbiamo semplicemente combinato le nostre competenze. Un giorno abbiamo scoperto che la città di Prato è divisa in Macrolotti e questo è il Macrolotto Zero, ci è sembrata una bella idea mantenere il concetto, abbreviarlo, e chiamare il nostro progetto Lottozero.

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Come vi trovate a Prato? Come è stata accolta la vostra idea dalla città?

Non potrei immaginare Lottozero da un’altra parte. Ci serviva un distretto tessile, e qui ci sono tante aziende che operano in tante specificità diverse, è un distretto in continuo movimento. Già ora si respira aria internazionale, e in futuro sarà sempre più un vantaggio per la città. L’accoglienza che abbiamo ricevuto, poi, è stata ottima. L’unica cosa di cui soffro un po’ è la qualità della vita perché, ad esempio, c‘è troppo traffico, molto rumore, non si può andare in bici. É l’unica critica che mi sento di muovere. In generale, comunque Prato è una città piena di potenzialità, e a me piace molto l’asse Pistoia-Prato-Firenze. Pistoia il prossimo anno sarà capitale della cultura, a Prato è in fase di ampliamento il Pecci, Centro per l’Arte Contemporanea, e ci sono molte attività culturali, e Firenze è Firenze. Per la nostra attività Prato è proprio perfetta.

Seppure la sede operativa sia a Prato, tu per Lottozero stai viaggiando tanto, creando reti, perché?

Per la nostra attività è fondamentale il network, per sapere cosa succede fuori dall’Italia è necessario andare a visitare gli studi, vedere il lavoro mentre sta succedendo, mantenere i contatti con un grande numero di designer tessili in tutta Europa. Una grande parte del nostro progetto è proprio questo, creare un network, abbiamo la sensazione che manchi una rete che unisca i creativi tessili, sebbene il tessile sia una tradizione mondiale. Noi per ora ci stiamo muovendo in Europa e abbiamo alcuni contatti a New York. Inoltre, sono convinta che viaggiare, seppur faticoso, serva a creare connessioni più forti, nascono legami di fiducia. Ad esempio se voglio consigliare un designer a qualcuno ed ho visto il suo lavoro dal vivo il tutto mi viene più facile. Con alcuni appena li conosci si creano opporunità di collaborazione, capisci per quale progetto sono adatti, altri incontri invece li metti lì in un angolo e poi al momento giusto ti tornano in mente.

Quali sono le attività di Lottozero oggi?

Stiamo preparando tutto per l’inaugurazione che sarà in tarda primavera, con un weekend di eventi. Ci sarà una mostra, a cura di Alessandra Tempesti, con 15 artisti internazionali. Ci saranno opere legate al tessile, non solo arte tessile. Creeremo tante attività, proporremo un tour culturale ed enogastronomico di Prato e delle zone limitrofe.

Oltre all’inaugurazione, ci stiamo occupando di tutto il resto. Ad esempio delle residenze: al momento c’è un appartamento pronto, già utilizzabile, ma a pieno regime ne avremo quattro. Ci sembra ideale iniziare con uno, perché i progetti di residenza vanno seguiti di più, passo dopo passo. Poi ci sono i viaggi e le attività dell’ufficio stile, che sono già iniziate. Per i laboratori e lo studio condiviso aspettiamo fino ad Ottobre 2016. Al momento mancano i macchinari, per questo abbiamo organizzato una campagna di crowdfunding.

Di cosa si tratta?

È una raccolta fondi per l’acquisto di parte dei macchinari del laboratorio: il telaio a mano, l’orditore, i quadri e l’espositore per la serigrafia e gli strumenti per il finissaggio. L’obiettivo è arrivare a diecimila euro. Abbiamo scelto la piattaforma Kickstarter ed attivato delle collaborazioni esclusive con artisti e designer per produrre una collezione di foulard in twill di seta e seta/modal, Made in Italy: saranno le ricompense per i sostenitori del crowdfunding. Ci sono ben tredici scaglioni di donazioni possibili, e ad ognuno corrisponde una ricompensa. Per avere delle card di Lottozero basta una donazione di 10 euro, invece con 800 euro si può avere un foulard personalizzato in copia unica, un pezzo unico. Il disegno di rappresentanza della campagna Kickstarter si chiama Verde di Prato. L’ispirazione è presa dal marmo verde di Prato. Poi, ci sono i foulard disegnati da Arianna e da altri artisti e designer, amici di Lottozero: Anna DeflorianCoralie Prévert, Nadia Grechina e Studio Mut. Oltre all’aiuto di famiglia e amici contiamo su quanti possano essere interessati a sostenere il progetto e da chi si lascerà tentare dai bellissimi foulard.

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Alcune immagini sono di Francesco Brunelli.