Arianna Baiocco e Carlo Bondanini, sono una coppia di Roma, un po’ artisti un po’ sognatori. Condividono il lavoro e la vita. Sono specializzati in scenografia, lithing designer e restauro di libri. Amano e vivono a Roma, città da cui ogni tanto scappano per rifugiarsi nella natura, nei paesaggi costieri e nel mare, che sono fonti d’ispirazione per il loro progetto, TinyLab.

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Quando è nata l’idea di poter formare insieme TINYLAB e da dove nasce questo nome?

L’energia di TinyLab è sempre esistita, all’inizio la nostra collaborazione creativa era diretta a soddisfare le nostre esigenze e non intuivamo la possibilità di creare per vendere. Nel 2014 capimmo che era arrivato il momento di trasformare una passione in un lavoro e concretizzare quell’energia iniziale. Così nasce TinyLab, che è il laboratorio dove lavoriamo e sperimentiamo, uno spazio in casa riservato ai nostri attrezzi, pennelli, colori e carte, “tiny” piccolo, ma confortevole e fatto su misura per noi!

Insieme create oggetti che sono il frutto di un “sentimento creativo”. C’è molto di voi in ogni pezzo che realizzate, come avviene il passaggio dalla fase creativa al prodotto finito?

Il processo è abbastanza fluido, anche se spesso passa del tempo prima di riuscire a trasformare l’idea in qualcosa di concreto. Matita in mano iniziamo con i bozzetti, per dare una forma iniziale alla nostra idea. Successivamente ridefiniamo il tutto al computer. A questo punto passiamo al laboratorio dove creiamo il prodotto finito. Durante il processo facciamo vari tentativi, con l’obiettivo di dare all’idea iniziale praticità e solidità. Ci facciamo guidare dalle sensazioni, affinché il risultato finale sia un’unione di sentimento e utilità.
In TinyLab confluiscono e si mescolano naturalmente i due concetti, che sono rappresentati dalle nostre personalità e competenze; Carlo porta la sua esperienza nel design, mentre io (Arianna) mi dedico alla parte più artigianale. Un oggetto, progettato al computer, può essere realizzato con tecniche artigianali semplici e tradizionali, ed adattarsi perfettamente ad uno stile e ad un gusto contemporaneo. I due aspetti non sono in antitesi, anzi è dal dialogo tra i due concetti che nascono le nostre creazioni.

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Dove avete imparato le tecniche di lavorazione artigianale?

Sono il risultato della formazione professionale, dell’esperienze sul campo, del dialogo con i libri e con lo spazio circostante. Per Carlo, la passione per il lavoro artigianale è nata fin da piccolo nell’officina del padre. L’esperienza è poi maturata nel corso degli anni con gli studi di scenografia e con la progettazione di set teatrali e cinematografici. Per me (Arianna), invece, la passione è nata durante l’infanzia. Mi trovavo spesso a trascorrere il pomeriggio nella cantina di mio nonno. Ricordo il pavimento coperto di segatura e trucioli, e l’odore di legno e vernice ad accogliere la mia passione. Così, mentre mio nonno lavorava ai suoi progetti, io lavoravo ai miei con la sua supervisione.
Quando ho dovuto scegliere cosa “fare da grande” sono stata portata da quella passione dell’infanzia e dall’odore dei libri ad iscrivermi ad un corso di restauro e conservazione di beni librari e cartacei all’università di Roma dove ho imparato a conoscere i segreti dei libri e della carta e le sue tecniche di lavorazione.

Quali sono i materiali con cui preferite lavorare e se c’è un “pezzo” della vostra produzione a cui siete particolarmente legati?

Siamo affascinati da diversi materiali e scegliere uno preferito ci risulta difficile. Ogni materia ha delle qualità e delle proprietà affascinanti ed intrinseche. Quello che ci spinge ad usare un materiale piuttosto che un altro è il progetto che abbiamo in mente. Ad esempio, ci piace lavorare sia il legno che il ferro, due materiali così diversi tra loro, ma utilissimi nella pratica. La carta, è senza dubbio il filo conduttore di tutte le nostre creazioni. In qualche modo siamo legati un po’ a tutte le nostre creazioni, ognuna è fatta a mano e questo implica che lasciamo un po’ di noi in ogni pezzo, un po’ della nostra esperienza e molto del nostro tempo.

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Quali sono i canali con cui vi promuovete?

La nostra vetrina principale è internet; abbiamo un sito web, una pagina Etsy, un profilo Facebook e Instagram. Lavoriamo anche “local” in mercatini e negozi e poi attraverso il “passaparola” che oggi come ieri, funziona molto.

Provate a guardare al futuro. Quali sono i progetti per TINYLAB?

Sicuramente continuare a investire per crescere. Nel futuro immediato l’idea di cercare uno spazio più grande dove poter sperimentare ed esporre le nostre creazioni. Continueremo a lavorare con la carta, il legno e il ferro, e stiamo sperimentando nuove idee e collaborazioni. Vi invitiamo a seguirci per saperne di più.