Il nostro viaggio per conoscere di persona i co-hiver parte da Firenze, dal quartiere San Frediano, da sempre votato all’artigianato e ad accogliere coraggiosi e sognatori. Abbiamo fatto una bella chiacchierata con Romana Rocchino di Merenda in Sartoria tra macchine da cucire e sorseggiando un buon caffè.

La prima domanda è, semplicemente, chi sei?

Sono calabrese, ho studiato a Firenze Psicologia del lavoro e dell’organizzazione e durante il periodo universitario per mantenermi facevo dei lavoretti temporanei. Uno tra i tanti era fare la modella presso le scuole d’arte e in una di queste occasioni ho conosciuto uno scultore irlandese con cui ho iniziato a lavorare più assiduamente, fino a diventarne l’assistente. Ho lavorato con lui per circa  6-7 anni e nello specifico mi occupavo di aiutarlo nella realizzazione di alcuni scenari in cera riguardanti ambientazioni di vita reale. Il mio compito principale era quello di realizzare i vestitini da far indossare ai personaggi che animavano l’installazione.

Ho iniziato così a cucire, da completa autodidatta, leggendo libri e seguendo dei tutorial su internet. Con il tempo mi sono appassionata e rendendomi conto che mi mancavano effettivamente delle competenze tecniche mi sono iscritta ad un corso di una delle più antiche scuole di cucito di Firenze (ndr. Scuola di Taglio De’ Lazzari). Una volta terminati gli studi mi sono resa conto però che non volevo solo cucire ma fare qualcosa di più stimolante e interessante.

Ecco quindi Merenda in Sartoria! Ma come nasce questo progetto?

Innanzitutto da questa forte esigenza di fare qualcosa di diverso dalla sartoria classica e poi da ispirazioni trovate in giro. Devo dire che mi ha molto incoraggiato il fatto che negli ultimi anni è ritornata la voglia di fare con le mani, il cucito sta appassionando molte persone che sentono l’esigenza di avvicinarsi a questo mondo per riparare e recuperare i propri abiti.

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Dall’ idea alla realtà, quali sono stati i tuoi step?

Devo dire che è stato tutto molto veloce, infatti ho avuto l’idea a gennaio di quest’anno e ho aperto a giugno. In questi sei mesi è stata fondamentale la fase iniziale in cui ho condiviso la mia idea ad alcuni amici. Parlarne con gli altri, ricevendo commenti entusiasti, anche da chi non era minimamente interessato al cucito, mi ha caricato moltissimo. Poi ovviamente è stato molto importante la scelta del locale e la formula organizzativa con cui iniziare (ndr. un’associazione culturale). Subito dopo mi sono concentrata su come e dove comunicare il mio progetto, scegliendo per il momento  la  comunicazione attraverso  facebook  perché più economica e immediata e una piattaforma gratuita dove realizzare il sito di Merenda in Sartoria. A parte la grafica del logo e del sito, realizzati da una mia amica, sto facendo tutto da sola cercando di superare i miei limiti.

E come sta andando?

Il quartiere mi ha accolto con entusiasmo fin da subito, in molti mi hanno commissionato dei lavori di sartoria classica. Per quanto riguarda il servizio di noleggio macchine da cucire è ancora in fase sperimentale: è bello vedere persone entrare qui dentro con la convinzione di non essere in grado di cucire ed uscire invece, stupite e soddisfatte, con dei lavori realizzati con le proprie mani, grazie solo a dei miei piccoli suggerimenti. Vorrei far capire infatti alle persone convinte che il mondo del cucito sia complesso e solo per addetti ai lavori, che questo non è vero: basta un po’ di coraggio e di intraprendenza ;)!

Oltre a questo, la sfida più grande dei prossimi mesi sarà quella di comunicare alle persone che Merenda in Sartoria non è come un negozio o un laboratorio in cui si è dei semplici clienti, ma è una sorta di spazio creativo in cui si può cucire da soli o con il mio aiuto, in cui si può prendere un tè, conoscersi e confrontarsi con altre persone. Adesso partiranno dei mini incontri/corsi pratici, organizzati sia da me che da altri collaboratori, in cui poter comunicare le potenzialità di questo spazio .

Merenda in Sartoria

Merenda in Sartoria

Cosa significa per te collaborare?

Scambiare competenze, idee e da questo scambio produrre qualcosa di bello e interessante. Mi sono iscritta a CO-HIVE proprio per la necessità di trovare un modo semplice e immediato  per scambiare competenze, rendere disponibili le mie attrezzature e i miei spazi. Inoltre il laboratorio ha un soppalco che per il momento è inutilizzato e che vorrei affittare a chi ha necessità di uno studio/laboratorio oppure da utilizzare per organizzare dei corsi a tema.

Un consiglio per i co-hiver?

Visto che il motto di Merenda in Sartoria è chi cuce e scuce non perde tempo mi sento di dire: chi fa o si inventa qualcosa da fare non perde tempo, mai stare fermi insomma!