Matteo Signorelli, grafico, classe 1988, ha realizzato l’illustrazione vincitrice del contest per la Tote Bag di CO-HIVE. Ecco la nostra chiacchierata.

foto-personalDa dove arrivano i tuoi colori e le tue ispirazioni?

Quando inizio un lavoro ho più o meno in testa un’ipotetica gamma di colori che potrebbero adattatarsi o che semplicemente mi va di utilizzare quella mattina, poi chiaramente le cose cambiano in corso d’opera. Il fatto divertente è che soffrendo di una leggera discromatopsia, una sorta di figliastra del daltonismo, non tutto va sempre come vorrei. Sto provando ad ovviare questo problema con le palette di campioni colore, ma capita ancora che qualche rosa porcello venga scambiato per un grigio.

I tuoi lavori a volte strizzano l’occhio al mondo dell’infanzia, altre volte sono acute osservazioni della quotidianità, come inizia un lavoro?

Sì, il mondo dell’infanzia è un ambito a me tanto caro; confesso che sto cercando famiglie disponibili a farmi disegnare le pareti delle stanze dei bambini.

Infine, credo di aver passato più tempo sui puff nella zona letteratura per bambini che sulle scrivanie di legno massello nei pomeriggi in biblioteca.

Oltre ai libri illustrati, è la libertà di pensiero e di associazioni di idee che mi affascina nel processo di creazione, per questo quando inizio un lavoro, capita molto spesso che all’input iniziale, magari di un articolo di giornale, vengano poi mescolate immagini derivanti da un ricordo o un’esperienza del mio passato.

4ViaFarini2015uomo-buco-2015Favolenonsonoperipiccoli-fondo-gialloLa Tote Bag con cui hai vinto il contest di CO-HIVE è l’illustrazione dello spirito della piattaforma. Hai colto in pieno quell’aiutarsi e sostenersi di cui tanto si parla. È un’esperienza reale nel tuo lavoro?

Nel caso specifico dell’illustrazione di CO-HIVE, mi ha spinto l’idea di stretta collaborazione e condivisione di saperi e di capacità tra le persone.

Sono assolutamente favorevole a spazi di co-working (anche se talvolta cari) o di piattaforme per la creazione di una rete di collaboratori, e perchè no, di amici, affinché si stia tutti come sotto lo stesso tetto, anche se ognuno da casa propria.

TOTEBAG-CO-hive-arancione-violaTRXCosa ti auguri per la giovane grafica italiana?

Penso non sia semplice definire quale sia la giovane grafica italiana. I mezzi oggi permettono grandi possibilità e tecniche espressive, bisogna solo trovare la propria strada. Per esperienza personale, facendo parte anche di un collettivo che fa autoproduzioni editoriali, Celeste, posso dire che esistono realtà interessantissime che stanno dando tanto al panorama italiano.

C’è grande voglia di fare e di credere nel proprio lavoro, sono tempi interessanti!

Ho apprezzato moltissimo il libro “La storia di P.L.” me ne parli un pò?

La storia di P.L. è nata da una collaborazione con Lara Caputo, una cara amica.

Ci trovavamo entrambi a Genova per “Gelati”, un festival di editoria indipendente, e Lara mi disse che stava lavorando ad una collana di storie brevi da lei scritte, che sarebbero poi state illustrate da diversi disegnatori (Alina Vergnano, Gianluca Sturmann, Alice Lotti). Decise di chiedere anche a me se avevo voglia di illustrare una sua storia ed io non esitai ad accettare, così iniziammo a sentirci periodicamente per portare avanti la cosa nel migliore dei modi. É stata una delle prime esperienze davvero gratificanti nel mio percorso e mi ha permesso, prima di tutto, di apprezzare davvero ciò che stavo facendo.

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