Letizia Donati è una designer, interior design e stylist, sostenitrice e promulgatrice dell’approccio progettuale. Il mondo non deve essere antropocentrico, non è l’uomo a dover fare da regista, l’uomo deve per prima cosa essere in grado di osservare per poter poi agire. Questo metodo progettuale si può applicare in ogni aspetto della vita in una visione “onesta” e condivisa.

La condivisione è alla base del progresso: solo con la condivisione di un sapere, con il creare ed il lavorare insieme, si progetta davvero guardando al futuro. Non bisogna essere miopi, il concetto di proprietà esclusiva deve lasciare più spazio ad un pronome quasi ormai sconosciuto: “nostro”.

C’è questo sentire alla base del desiderio di riappropiarsi degli spazi. In un tempo dove le città sono state progettate più pensando a flussi e non-luoghi, è necessario riappropiarsi delle città.

Questo sentire comune comporta anche un ritorno all’onestà. La condivisione perché apertura a tutti, un “tutti” che si concepisce come comunità sociale.

1.ph.Gianluca Maver photo credit Gianluca Maver

SMOG è un modo per declinare proprio questo approccio progettuale. SMOG (Social Montevarchi Orto Giardino) promuove “progetti visionari”, valori antichi di cui oggi spesso si parla ma che poco si vivono nella realtà: sostenibilità, recupero, lo stare insieme, biodiversità, cura e bellezza.

SMOG nasce dalla condivisione di conoscenze e pertinenze di tre donne, tre mamme perché forse nel diventare mamma alcune urgenze si fanno più evidenti: Letizia, interior designer e stylist – Elisa Brilli, comunicazione e grafica – Barbara Nappini, contadina e fornaia.

I “progetti visionari” comprendono la trasformazione di spazi urbani sottoutilizzati in orti giardino, l’apertura di una ciclo-officina condivisa per promuovere una mobilità più sostenibile, eventi e laboratori aperti a tutti con un grande valore dello stare insieme.

2_ph_elisabrilli photo credit Elisa Brilli

Sentire parlare Letizia di questa realtà “visionaria” è come essere catapultati in un futuro post-apocalittico dove l’umanità è tornata ad essere una comunità rurale ma con una coscienza di sé che è 2.0: sul loro sito si trova una bibliografia per orti colti, un’attenzione culturale meravigliosa, un approccio alla terra attuale e colto che porta il tutto ad un livello più alto. Già Cicerone con “Si hortum cum bibliotheca haberis nihil deerit” sosteneva che avere un orto e una biblioteca era tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Nutrire il corpo e la mente.

Il 2015 è ormai dietro l’angolo e sarà l’anno del famigerato tanto atteso Expo: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Questo è esattamente quello che a SMOG mettono in pratica.

SMOG è una declinazione all’approccio progettuale di cui parlavamo prima. Autoproduzione è rompere gli schemi, trovare nuovi modi di produrre.

SMOG imposta un metodo di lavoro nuovo.

Le persone e le risorse si uniscono per un’idea: la sostenibilità urbana. Trovare nuovi modi per far incontrare le persone. Proporre temi e contenuti scardinando il sistema. I veri protagonisti sono proprio i contenuti che non vengono solo messi a tema ma vengono vissuti ed applicati.

E proprio questo è un punto focale: bisogna rimettere contenuti e forma nella progettualità.

3_ph_sebastianomaverphoto credit Sebastiano Maver

“Produzione senza appropriazione, azione senza imposizione di sé, sviluppo senza soppraffazione” Lao Tse

Des-art è la linea di prodotti che Letizia realizza fondendo il design, la visione progettuale e l’espressione artistica ed artigianale. In questo mondo “morbido” fatto di cuscini e tessuti si incontra subito l’attenzione per un consumo etico. Alcune collezioni usano materiali di riuso che rendono impossibili serie continuative, altre invece sostengono la continuità di produzione con una grande lavorazione artigianale che restituisce unicità al prodotto.

4_desartcasa_winter&wool_collectionphoto credit Gianluca Maver. Desart casa, winter and wool collection

5_desartcasa_woolcollectionphoto credit Gianluca Maver. Desart casa, winter and wool collection

Ogni oggetto rimanda all’attenzione per “l’altro”, disegnare spazi o oggetti per le persone, perché possano accogliere chi saprà apprezzarli. Guardare allo spazio in maniera nuova. Letizia ricorda come per essere designer sia fondamentale “conservare gli occhi e il cuore di bambino”.

Ogni cosa deve avere più funzioni. Questo valore è universale, vale nel sistema agricolo, come all’interno di un progetto: se una cosa è univoca, nasceranno delle criticità.

6photo credit Gianluca Maver. Desart casa, basket

7photo credit Gianluca Maver. Desart casa

Oggi abbiamo gli strumenti per accedere a tanto, a tutto. Ma bisogna sempre portare la conoscenza, il saper fare.

Bellissima la declinazione di questo concetto per Letizia nel suo “Oggetto inutile”. Un arredo polifunzionale per la casa, un’estetica delicata e semplicissima. Ironizza molto sulla frase “lo posso fare anch’io” e nel nostro tempo dove con una brugola si dà per scontato la progettualità.

“Oggetto inutile” viene proprio venduto per essere costruito e personalizzato, con le istruzioni – la conoscenza, per farlo. E sarà proprio nel fare che ci si renderà conto che ogni minimo dettaglio è stato pensato e studiato, dimostrando la difficoltà della semplicità.

8.letiziadonati_oggettoinutile1photo credit Gianluca Maver, Oggetto Inutile, Desart casa

9.letiziadonati_oggettoinutile2photo credit Gianluca Maver, Oggetto Inutile, Desart casa

Io e Letizia ci lasciamo con una riflessione ben augurante: “la nostra società è complessa, la semplicità spesso le è estranea, ma forse ci stiamo tornando”.