Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire.”

– Paulo Coelho –

Tutti coloro che custodiscono un grande sogno convivono con la paura di infrangerlo e tutti coloro che si arrendono di fronte alla stessa paura smettono in quel momento di sognare.

Il primo passo verso il successo è mettersi in gioco.

E se si fallisce?

Ci si rialza e si va avanti, sempre!

Facile a dirsi, tutto ciò che non uccide fortifica, dicono così. Ma poi nella vita vera, quando si sbaglia, nessuno ti stringe la mano, nessuno ti scrive per complimentarsi con te, il gesto più comune, nel migliore dei casi, è l’indifferenza.

A Torino sabato 18 ottobre Zandegù e Massimo Potì cambiano le regole, stravolgono le consuetudini e creano un evento che festeggia i fallimenti, il Fail Fest.

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Zandegù, una casa editrice che promuove il talento e apre le porte del successo ad autori indipendenti si fa promotrice di un evento che celebra il fallimento. Come nasce l’idea? E chi si nasconde dietro a questo progetto?

L’idea è venuta a Massimo Potì, social media manager, che un giorno me ne parla e io resto a bocca aperta per l’entusiasmo: nel 2010, dopo 5 anni come casa editrice cartacea, avevo chiuso la mia ditta perché mi ero scoraggiata e le cose (leggi: introiti) non erano quelli sperati. Per molti sarebbe stato un fallimento e, certo, mi è dispiaciuto da matti chiudere. Ma credo molto nella teoria che chiusa una porta si apre un portone. E infatti, molti portoni si sono aperti, e tanti mi si sono chiusi sonoramente in faccia, finché nel 2012 ho riaperto Zandegù con nuove idee, energie e consapevolezza. Ecco, io da fallita sono “risorta”. E se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque.
Insomma, due menti “malate” si incontrano. Poi Massimo e io ne parliamo alla nostra amica Gioia Gottini, che per Zandegù ha pubblicato Un fallimento ti salverà. La strada è spianata!

Chi può partecipare?

Tutti coloro che vogliono esorcizzare uno scivolone della loro vita: amoroso, lavorativo, scolastico, poco importa. Insieme, ci si fa coraggio, si fa la festa al fallimento e ci si ride su!

Fail Fest, un ossimoro che confonde e incuriosisce. Senza rovinarci la sorpresa che cosa troverà ad aspettarlo chi sabato prenderà parte all’evento?

Ah, sarà un carrozzone incredibile: talk sui migliori falliti della storia, ma anche su come venirne fuori dopo che si è stati lasciati (male) o dopo una buccia di banana scolastica.  E poi un workshop sul fallimento lavorativo e un gran finale con il Jukebox letterario, per farsi consigliare i libri giusti che ti fanno pat-pat sulla schiena. Ma non solo, l’Astrobooth fail edition per un consulto astrologico a prova di sfiga. E tanto tanto cibo e alcol!

Il fallimento è un episodio della propria vita difficile da accettare e ancor di più da condividere. Perché celebrarlo con un evento dedicato?

Ma proprio perché a stare a casa nel buio della propria stanzetta a farsi divorare dal senso di colpa e di disfatta non serve a nulla. Parlarne, sdrammatizzare, confrontarsi con chi ci è passato e ce l’ha fatta o chi è ancora nella, come dire, cacca, è terapeutico e fondamentale per capire che sbagliare è normale, anche tante volte. L’importante è imparare qualcosa da ogni errore e rialzarsi!

Il Fail Fest si svolgerà negli spazi di Qubì, associazione culturale torinese che da anni mette a disposizione uno spazio fisico dedicato alla condivisione di esperienze. Questa è l’occasione per dire: quanto basta per …

Ironia quanto basta per capire, come diceva mia nonna, che solo chi non fa mai niente, non sbaglia!

Grazie a Marianna Martino di Zandegù per aver risposto alle domande!